LevaTappi - Chiacchiere da (Wine)Bar
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cartolina-sdvlive2014

Lunedì 17 febbraio, ultimo giorno di Sorgentedelvino Live 2014, manifestazione organizzata dall’associazione Echofficine negli spazi della Fonderia di Reggio Emilia.

Presenti 150 produttori, per un totale di 800 vini in degustazione. Tutti, dicono, vini naturali, di  tradizione e territorio.

Dopo essermi accreditato e avere ricevuto il bracciale verde che identifica gli scrocconi e il calice d’ordinanza ho iniziato con un rapido giro di saluti ai produttori già incontrati in altre occasioni. Pierluigi Zampaglione, Tenuta Grillo, Cà Lustra, Cà de Noci. Sempre piacevoli le annate 2010 e 2011 del Don Chisciotte Fiano Irpino di Zampaglione, più complesso e quasi da meditazione il 2009, fragrante, profumato e gradevolmente tannico il Baccabianca Cortese 2006 di Tenuta Grillo, elegante e ricco l’Aganor IGT Rosato Veneto da uve Cabernet e Merlot di Cà Lustra.

Allo stand di Cà Lustra ho conosciuto Marco Zanovello, figlio del patron Franco, ed Enrico Giacomin, tra gli autori di Wineditors.com, blog che non conoscevo e che vi consiglio di seguire.

Il defratelli.10 di Cà de Noci è prodotto da uve Spergola in purezza, sosta 3-4 giorni a contatto con le bucce, per poi restare 36 mesi ad affinare in bottiglia. Al momento della sboccatura le bottiglie vengono rabboccate una ad una con lo stesso vino. Da provare.
CA-DEI-NOCI
L’atmosfera che si respira è molto informale, la maggior parte dei vignaioli presenti sono giovani, e si percepisce chiaramente. Si conoscono quasi tutti tra di loro, si scambiano battute, ma soprattutto fanno gruppo. Spesso dopo aver assaggiato i vini di una determinata azienda ho chiesto a loro qualche consiglio, e sono sempre stato indirizzato verso altri produttori altrettanto interessanti.

Come al solito è difficile e non avrebbe nemmeno senso elencare ogni singolo assaggio: ho provato alcune proposte dello stand georgiano di Acheronte Wines, dove forse mi ha convinto più di tutti il Chardaki di Iago’s Wine, 100% Chinuri (uva indigena), ma credo che vadano affrontati in un contesto diverso, magari con dei riferimenti storici e culturali spiegati come si deve.

Interessante la Malvasia di Candia Aromatica di Vinodelpoggio: alla Malvasia è aggiunta una piccola percentuale di Marsanne, anche in questo caso lunga macerazione sulle bucce (credo di aver capito addirittura 6 mesi ma ovviamente non ho preso appunti quindi non garantisco), uno splendido colore ambrato, grande ventaglio di aromi primari tipici della Malvasia, a cui si aggiungono i sentori spesso tipici dei cosiddetti “vini naturali”, che in questo caso si esprimono con note ossidate simili a quelle trasmesse da certi vini liquorosi.
VINODELPOGGIO
Trebbiano d’Abruzzo Emidio Pepe. Che dire? Sapevo a cosa andavo incontro ed ero preparato, ma resta un vino difficile, che presuppone pazienza e una certa dose di coraggio. Appena versato nel bicchiere c’è poco da fare. L’odore è sgradevole, uso un eufemismo e dico che sa di chiuso. Anzi, quando la ragazza dello stand mi dice che le uve vengono pigiate coi piedi mi viene da chiedere se con i calzini o senza. Se però si ha la pazienza di lasciarlo ossigenare e aprirsi ecco che pian piano emergono profumi di frutta bianca e erbe aromatiche. In bocca è sapido, minerale, lascia la gola desiderosa di volerne ancora.

Pur abitando a Treviso non avevo ancora assaggiato i vini di Costadilà, era doveroso rimediare. Si tratta di bianchi rifermentati in bottiglia, con macerazione sulle bucce, riposo sui lieviti, non filtrati. Ma visto che andrò presto a trovarli ne parleremo a tempo debito.

Al Mercato dei Vignaioli Indipendenti FIVI avevo assaggiato alcuni vini de La Stoppa, ma in modo frettoloso, in mezzo a parecchia confusione e ad un orario in cui chi era dietro agli stand iniziava ad essere stanco morto e le papille gustative erano ormai andate a farsi benedire. Ho potuto recuperare, gustandomi con calma e facendomi raccontare l’Ageno 2008: Malvasia di Candia Aromatica 60%, 40% in percentuali variabili di Ortrugo e Trebbiano. Macera sulle bucce per almeno 30 giorni, affina 6 mesi in vasche d’acciaio, 6 mesi in barriques usate, e matura per 2 anni in bottiglia. Lieviti indigeni, nessuna aggiunta di anidride solforosa, nessun filtraggio.

Grandi profumi, soprattutto erbe aromatiche e agrumi, una punta sulfurea che non infastidisce, un vino che “si mastica”, ricco, sapido e di grandissima persistenza.
AGENO-LA-STOPPA
Qualcuno mi consiglia lo stand di Le Rocche del Gatto, dove un vulcanico Fausto de Andreis promuove i suoi vini con meravigliosa enfasi. L’azienda è di Albenga, e produce solo vini tradizionali della Riviera Ligure di Ponente: Vermentino, Pigato, Ormeasco, Rossese. Mi sono innamorato dello Spigau Crociata 2006, ottenuto da una selezione di uve Pigato e del Rossese DOC Riviera Ligure di Ponente 2012. Acquistati due campioni, ne riparleremo.

Altro acquisto: Blanc de Blanc 2009 Franciacorta Brut Pas Operé Cà del Vent. Metodo classico da uve 100% Chardonnay a regime biodinamico, 8 mesi di maturazione sulle fecce in barrique e 32 mesi di affinamento in bottiglia sui lieviti. Anche in questo caso, dopo la sboccatura le bottiglie vengono colmate con vino dello stesso lotto di produzione. Ci torneremo su.

Cà del Vent - Flavio Faliva

Cà del Vent – Flavio Faliva

Restando in Franciacorta sono andato a colpo sicuro con Casa Caterina, di cui mi aveva parlato l’amico Dario Spezzamonte che poco tempo fa era stato a trovarli. Aurelio Del Bono è una forza della natura, gioviale, disponibilissimo e palesemente innamorato dei vini che produce. In particolare mi è piaciuto L’Estro (non ricordo l’annata), vino fermo ottenuto da Viogner, Marsanne e Sauvigno Blanc.
CASA-CATERINA-VINI
Tappa obbligata da AR.PE.PE. per un calice di Sassella Rocce Rosse Valtellina Superiore Riserva 2009. Con la scusa di “fare una bella foto” ho scoperto che potevo farmi versare più vino nel calice, cosa di cui ho ovviamente approfittato. Bellissimo colore rosso granata, profumi di frutta  rossa sotto spirito e spezie, bocca avvolgente, tannini presenti ma molto morbidi, grande persistenza. Comunque la foto del vino nel calice è venuta mossa. E’ una delle aziende più stimate della Valtellina e del panorama italiano in generale, e a dirlo sono soprattutto altri vignaioli. A Slow Wine 2014 avevo assaggiato il Sassella Ultimi Raggi 2006. AR.PE.PE. è una garanzia. Punto.

AR.PE.PE. - Mirco Lamperti & Emanuele Pelizzati Perego

AR.PE.PE. – Mirco Lamperti & Emanuele Pelizzati Perego

Bella sorpresa anche i vini di Andrea Tirelli, tra cui mi è piaciuto in particolare il Muntà da uve Cortese. Un vino semplice e schietto, pulito, con profumi delicati e una lieve nota candita.

Andrea Tirelli

Andrea Tirelli

Non poteva mancare un giro da quei due bei personaggioni di Vasja Čotar e Aleks Klinec. I loro vini mi piacciono tutti, che ci posso fare? Volendo sceglierne uno per ciascuno, forse la Rebula di Klinec e la Vitovska di Čotar, ma li consiglio davvero tutti.

Aleks Klinec & Vasja Čotar

Aleks Klinec & Vasja Čotar

 

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Articolo di Stefano Pugliese...

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Come freelance collaboro con diverse agenzie di comunicazione. Appassionato di vino e Sommelier AIS con tendenze eretiche, ho fondato www.levatappi.it per condividere la mia passione, le mie esperienze, e i miei progressi nella conoscenza di questo mondo.

5 thoughts on “Reggio Emilia – Sorgentedelvino LIVE 2014

  1. Aggiungo l'eccellente PINOT NERO 2011 di CUNA (troppo costoso), la melodica MALVASIA di GIORGIO KLAI e tra i minerali pieni di LE ROCCHE DEL GATTO sicuramente l'idrocarburico SPIGAU 2006!

    • Lo Spigau 2006 ce l’ho qua in cantinetta e attendo l’occasione giusta per aprirlo. Fausto De Andreis un mito.

    • Non parlarmi di Denavolo. Mi ero fermato a La Stoppa, che era di fianco a loro. Dopo 3 assaggi loro però non me la sentivo di provare Denavolo, volevo prima “riposarmi la bocca”. Mi ero ripromesso di passarci più tardi e invece tra una cosa e l’altra me li sono persi anche io. Ma tanto li ribecco, ahhh se li ribecco!

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