LevaTappi - Chiacchiere da (Wine)Bar
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Marchio-LaGanga

Solitamente cerco di programmare le visite ai produttori con un certo anticipo, nel caso di La Ganga Wines mi sono trovato da un giorno all’altro a realizzare che sarei dovuto passare dalle parti di Rauscedo, ed ho quindi tentato una mail per fissare un appuntamento con appena mezza giornata di preavviso.

Mi è andata bene: Alfio Lovisa, nonostante gli impegni, mi attende per una chiacchierata.

Appuntamento alla Cooperativa Vitis di San Giorgio della Richinvelda (PN), di cui Alfio è socio.

Quando arrivo è tutto deserto. Ok, è praticamente ora di pranzo ma davvero non si sente né si vede anima viva, porte sprangate, luci spente. Il cellulare di Alfio non è raggiungibile.

Sento sbattere una porta, è lui. Lo seguo. E’ al momento impegnato a – uso parole suo – rimestare l’intruglio.

Due tini, di cui uno in apparente ebollizione, in cui Alfio sta preparando le basi per i trattamento che andrà a fare in vigna. Menta, camomilla e ortica nel primo, che avrà soprattutto funzioni repellenti, nel secondo un vermicompost vegetale, a base di lombrichi ma senza deiezioni animali, agitato (ecco l’effetto “ebollizione”) da una pompa da piscina.

Vista l’ora, optiamo per un bicchiere di vino. Seguo Alfio tra scale e corridoi, circondati da un silenzio in cui i nostri passi rimbombano, seguendo un percorso ben definito per evitare di fare scattare gli allarmi. Sono tutti in ferie. Tutti meno uno.

Apriamo Il Nini 2012, Venezia Giulia IGP Bianco ottenuto da Riesling Bianco 40%, Sauvignon 30% e Malvasia Istriana 30%. E’ ottenuto da grappoli raccolti a mano, diraspati e passati in pressatura soffice. La fermentazione avviene in piccole vasche d’acciaio. Segue un affinamento di 12 mesi in botti da 500 litri. Il tappo, come per tutti i vini di La Ganga esclusi i due spumanti, è a vite.
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E’ un bianco di buon corpo, quasi burroso, con un ventaglio aromatico ben calibrato. Ma c’è qualcosa che non quadra, a detta di Alfio, e per questo quasi sicuramente le prossime annate vedranno qualche modifica nell’uvaggio. Il Sauvignon non lo convince più di tanto, e soprattutto lo costringe a ricorrere a lieviti selezionati per avviare la fermentazione, che lui vorrebbe invece avviata spontaneamente con lieviti autoctoni come accade per gli altri suoi vini. In questi caso ha usato dei lieviti Kosher, adatti anche ai celiaci. Sì, insomma, mica i primi che ha trovato.

Alfio mi spiega di aver praticamente sempre lavorato nelle cooperative di Rauscedo e dintorni, fino a quando nel 1992 gli sono state diagnosticate alcune pesanti allergie dovute all’esposizione a pesticidi e fertilizzanti chimici. Passa un periodo “a far gelati” in Germania, per poi tornare in Italia ed iscriversi alla Scuola di Iridologia e Naturopatia “Luigi Costacurta” di Arco (TN). Al terzo anno di studi, la rivelazione:  più che verso le persone gli viene suggerito di rivolgere le proprie capacità verso le piante.

Studia quindi la Biodinamica, si specializza nella preparazione di Compost e Compost Tea secondo gli insegnamenti di Elaine Ingham e della scuola SoilFoodWeb, acquista i macchinari necessari al rivoltamento dei cumuli e alla biotriturazione e intraprende finalmente il suo percorso nella vitivinicoltura.

La Ganga nasce nel 2009, con la prima vendemmia vinificata nella cantina di Gaspare Buscemi, da cui Alfio acquisirà inoltre le competenze sulla spumantizzazione che ritroviamo oggi nei suoi Brut Nature La Nina (Refosco dal Peduncolo Rosso 95% e Pinot Nero 5%) e Brum Brum (Pinot Bianco 20%, Pinot Grigio 20% e Pinot Nero 60%), in cui la seconda fermentazione avviene in bottiglia senza aggiunta di zuccheri ma impiegando il mosto dell’anno successivo a quello della cuvée di partenza.

Oltre ai 3 vini già menzionati, La Ganga Wines produce anche il Pipinot, Pinot Nero 100% affinato 12 mesi in tonneaux di rovere francese e barrique d’acacia.

Al di là delle qualità organolettiche (tagliamo corto: sono tutti buoni, assaggiateli e poi mi direte la vostra), quello che colpisce dei vini di Alfio sono i nomi, le etichette, le dediche, le poesie che li accompagnano.

Ogni vino ha una sua precisa identità, una sua personalità, un suo significato ed è dedicato a qualcuno.

Il Nini (in friulano il bambino) al figlio Gabriele, La Nina (la bambina) alla figlia Alice, il Brum Brum (è come il figlio di Alfio indicava il trattore da piccolo) ai genitori Mirella e Attanasio, il Pipinot (il fantoccio) è una auto dedica.

C’è anche un altro vino, un blend di Cabernet Franc e Merlot destinato ad un radicale cambiamento, e che avrà un suo preciso nome ed una sua etichetta, che Alfio dedicherà alla moglie. La base sarà Franconia, con piccole percentuali di Merlot e Cabernet Franc bresciano.

Per le etichette e per tutta l’immagine coordinata, Alfio si è rivolto al laboratorio grafico Mimicocodesign di Follina (TV), che ha saputo interpretare la sensibilità di questo vignaiolo un po’ poeta e un po’ stregone.

insetti-vini

© mimicocodesign

Ecco come mi hanno spiegato il significato di questi disegni:

“Gli insetti hanno un collegamento diretto con le persone della famiglia di Alfio, apparsi come visioni innate sono archetipo di quei valori in cui crede e si appoggia nella realizzazione dei suoi progetti di vita o semplicemente nel suo modo di essere o comportarsi. Alfio ci ha lasciato totale libertà nella scelta della modalità espressiva per poi “ricevere” queste immagini come fossero un dono, “Totem” che l’avrebbe accompagnato nel tempo.

E quanto Alfio sia sensibile verso la Terra e la Natura emerge chiaramente quando, passeggiando per le vigne della cooperativa mi mostra gli scavi per interrare tutte le condutture dell’acqua ed eliminare fossi e canali scoperti.

- Dove andranno a bere le lepri, le pernici e gli altri piccoli animali che “frequentano” le vigne? – ha chiesto Alfio.

- Non è un problema nostro – gli è stato risposto.

Questo per Alfio è un controsenso, è nel modo più letterale possibile togliere vita al terreno.

Osservando i molti grappoli devastati dalle violente grandinate ed attaccati dalle muffe, è ben consapevole che questa annata sarà molto dura, e che quello che si riuscirà a portare in cantina sarà ben poco. Ma i grappoli inadatti alla vinificazione (inadatti per i suoi parametri, magari altri non si farebbero troppi scrupoli) verranno trasformati in compost e ceduti nuovamente alle vigne, secondo quello scambio reciproco tra pianta e uomo che per Alfio Lovisa è imprescindibile.

Il sole a levante
mi ricorda dov’è la mia ombra
Oggi sono un vignaiolo
la mia ombra è salva e mai vuota

- Lovisa Alfio

Alfio

Alfio Lovisa – © mimicocodesign

Azienda Agricola La Ganga di Alfio Lovisa
Via Sile 23, Frazione Rauscedo
San Giorgio della Richinvelda (PN)
info@lagangawines.it
www.lagangawines.it

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Articolo di Stefano Pugliese...

Dal 2001 scrivo per siti internet e blog (passando per quelle che una volta erano le webzine, le community, ecc ecc). Come freelance collaboro con diverse agenzie di comunicazione. Appassionato di vino e Sommelier AIS con tendenze eretiche, ho fondato www.levatappi.it per condividere la mia passione, le mie esperienze, e i miei progressi nella conoscenza di questo mondo.